Emergenza occupazionale Piemonte: votati due odg unitari, accolti emendamenti Grimaldi

Emergenza occupazionale Piemonte: votati due odg unitari, accolti emendamenti Grimaldi
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TORINO - “Rimangono distanti le posizioni sulle origini della crisi, dei conflitti in essere e dell’emergenza climatica, ma siamo contenti di aver trasformato e votato l’ordine del giorno sull’emergenza occupazionale e salariale, in cui sono stati introdotti molti punti da noi richiesti” – così il Capogruppo di Liberi Uguali Verdi Marco Grimaldi commenta l’approvazione in Aula, all’unanimità, dell’ordine del giorno sullo stato di emergenza occupazionale e salariale in Piemonte.

“Siamo riusciti” – prosegue Grimaldi – “ad affermare che la crisi non è solo occupazionale, ma anche salariale, denunciando i fenomeni dei working poor e della precarietà, e a introdurre l’impegno ad applicare il protocollo d'intesa firmato dalla Giunta regionale del Piemonte e dalle sigle sindacali per affermare la giusta retribuzione e lo stralcio del costo del lavoro dai ribassi delle offerte negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, forniture e servizi; non solo: l’odg ha accolto l’impegno a proseguire politiche regionali di riconversione ecologica dell’economia e a promuovere presso il Governo la piena realizzazione delle direttive contenute nell’accordo di Parigi”.

Subito dopo l’Aula ha approvato l’odg sulla tutela dei fattorini delle piattaforme digitali, anche in questo caso accogliendo gli emendamenti di Grimaldi.

“Abbiamo precisato che la normativa regionale vieta il cottimo per questi lavoratori, fra le cause principali dei tragici incidenti che spesso li colpiscono” – dichiara Grimaldi – “ora si tratta davvero di applicare e vigilare su questa legge”.

“Infine” – conclude Grimaldi – “saremo presenti il 31 gennaio 2020 in Piazza Castello al confronto, che chiedevamo da mesi, fra la Regione e il Gruppo FCA-PSA. Auspichiamo la presenza della proprietà: dovunque abiti, abbia la sede legale o fiscale, crediamo che possa permettersi una trasferta a Torino, in quella città che chiamava ‘casa’”.

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