Emergenza occupazionale in Piemonte: “Ci vuole un’alleanza di scopo”

Emergenza occupazionale in Piemonte: “Ci vuole un’alleanza di scopo”
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DemoS-Democrazia Solidale da tempo porta l'attenzione sullo stato di emergenza occupazionale e salariale in Piemonte e quindi apprezza l'iniziativa del Consiglio regionale del Piemonte, che finalmente ha approvato all’unanimità un ordine del giorno che dichiara “lo stato di emergenza occupazionale e salariale in Piemonte” e chiede il “rifinanziamento in deroga alla Cigs e il finanziamento di 150 milioni di euro per le aree colpite da crisi industriali in Piemonte, promessi dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte”.

Il documento è stato presentato da tutti i capigruppo, di maggioranza e di opposizione.

“È vero che i fondi statali potrebbero aiutarci, ma per il momento non ci è chiaro cosa la Giunta-Cirio vorrà fare con quelle risorse – sottolineano le coordinatrici regionale e provinciali di DemoS, Elena Apollonio e Paola Ferrari -. Se chiediamo soldi per mettere in campo le misure illustrate dall’assessora regionale Chiorino, non risolveremo il problema. Il Piemonte deve essere percepito come territorio di opportunità per imprese, il pubblico deve investire nella ricerca e innovazione industriale”.

Aggiunge: “Le prospettive ci preoccupano: i dati dicono che fino al 2018 le aziende crescevano, ma c’è stata un’inversione di rotta dal 2018-2019, soprattutto a causa dei dazi. Oggi siamo la quarta manifattura dell’Italia, abbiamo perso posizioni. Manca una visione europea e nazionale, si compete fra regioni e dentro la stessa regione, fra le varie province. Si crea una competizione al ribasso e non si punta alla qualità del prodotto. Il Piemonte è ormai agli ultimi posti. La disoccupazione è superiore dell’1,5% rispetto alle altre regioni dell’arco alpino. Quella giovanile dell’8%. Rispetto a 2007, in Piemonte la disoccupazione è aumentata del 60%. Siamo preoccupati anche per l’automotive: senza gli accordi firmati nel 2010-2011 le aziende sarebbero state già chiuse”.

Ed ancora: “Ma la crisi non è solo occupazionale, ma anche salariale, da tempo andiamo denunciando i fenomeni dei lavoratori a basso salario e della precarietà, e sollecitiamo a introdurre l’impegno ad applicare il protocollo d'intesa firmato dalla Giunta regionale del Piemonte e dalle sigle sindacali per affermare la giusta retribuzione e lo stralcio del costo del lavoro dai ribassi delle offerte negli appalti pubblici e nelle concessioni di lavori, forniture e servizi. Il problema delle delocalizzazioni si è verificato perché anche a livello europeo quasi tutte le forze politiche erano d’accordo. Il libero mercato ha creato fortissima diseguaglianza, con conseguente stagnazione e calo dei salari. In Italia bisogna colmare il ritardo: contro le delocalizzazioni possiamo fare ancora qualcosa, ad esempio approvare una legge per disincentivare il trasferimento della produzione al di fuori del Piemonte”.

Concludono Apollonio e Ferrari“La mancanza di crescita porterà ad una povertà che non saremo più in grado di governare. Ci vuole un'alleanza di scopo”.

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