Profondo rosso per le ASL piemontesi

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TORINO - Si chiama “piano di efficientamento” e verrà messo a punto azienda per azienda per rientrare dai conti in rosso delle Asl piemontesi che, nel 2019, hanno speso 407 milioni di euro in più rispetto al budget disponibile.

Il servizio andato in onda nel nostro TG

Un importo da brividi per il quale, per l’anno appena passato, la Regione ha messo una pezza, utilizzando tutti i risparmi delle Asl. Ora, come spiegato dall’assessore alla Sanità Luigi Icardi in conferenza stampa con il presidente del Piemonte Alberto Cirio, la questione fondi è a dir poco urgente: occorre ridurre in modo categorico la spesa delle aziende sanitarie locali e degli ospedali attraverso un piano concordato da palazzo Lascaris insieme al ministero competente e Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. E sarà necessario passare attraverso una cifra che dovrebbe oscillare da un massimo di 270 a un minimo di 150 milioni di euro.

Queste le linee guida, che dovrebbero tramutarsi in fatti in primavera, con una riorganizzazione dei servizi essenziali in Piemonte che, nelle intenzioni di chi le coordinerà, non dovrebbero compromettere la qualità dei servizi.  Ad oggi, come comunicato ufficialmente, è escluso l’aumento del ticket.

Maglia nera alla Città della Salute di Torino, dove i conti in rosso sono pari a 120 milioni di euro, mentre l'Asl Torino 4 è sotto di circa 40 milioni, l'Asl di Torino di una trentina, la Cuneo 1 e la Torino 5 di una ventina. Si salvano – ma solo perché hanno chiuso in pareggio -  l'azienda sanitaria di Biella, l'ospedale Maggiore della Carità di Novara, il Santa Croce e Carle di Cuneo, il Mauriziano e l'Asl Cuneo 2. Certo è che il segno meno che ha contraddistinto le Asl negli ultimi 3 anni è da baratro: si è passati da un’incapacità di copertura delle spese di 107,5 milioni di euro nel 2017, a 302 nel 2018 fino ai 407 nel 2019.

E, considerato che di soldi in cassa quest’anno non ce ne sono più, la Regione specifica che il sistema dovrà funzionare solo con i trasferimenti statali: 80 milioni, cui potrebbero aggiungersene altri ma – come si dice in questi casi – è tutto un work in progress.

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