Da oggi via la maschera all'aperto, ma con buonsenso

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Via, da oggi, la mascherina all’aperto che va comunque portata con sè. L’Italia tutta in bianco si concede infatti il lusso di tornare a respirare senza questa protezione dal Covid 19, ma con buonsenso.

Se non si potrà rispettare il distanziamento e ci si troverà in circostanze di assembramento, sarà necessario rimetterla e – va da sé, considerato che non si è ancora usciti dall’emergenza sanitaria – resta l’obbligo di indossarla al chiuso. Intanto, ad oggi, c’è solo il paese umbro di Norcia ad aver prorogato fino al 4 luglio la mascherina all’aperto, poiché l'incidenza dei casi settimanali è superiore a 200 su 100.000 abitanti, ma nessuno legato alla variante delta. Variante che resta un’incognita – si sono quadruplicati i casi a giugno rispetto a maggio - e che potrebbe imporre nuove zone rosse limitate.

E se - finora - oltre il 55% della popolazione (33,1 milioni) ha ricevuto almeno una dose, con la Delta (per la quale bisogna mantenere le cautele per evitare una nuova ondata) ormai è necessario considerare la vaccinazione completa.  Intanto il commissario per l’emergenza Covid Francesco Figliuolo elogia il comportamento degli italiani e fa mea culpa su AstraZeneca un po’ a nome di tutte le autorità.

Il generale non ha dubbi nel confermare l'obiettivo dell'80% di vaccinati - l'immunità di gregge o di comunità - entro fine settembre, su una platea di 54 milioni di persone. Sul fronte giovani la strategia del governo è di far slittare le somministrazioni agli adolescenti tra i 12 e i 16 anni, affidate ai pediatri, di alcune settimane in modo che si completi l'immunizzazione degli anziani, quella fascia di over 60 che ancora non si è vaccinata.

E mentre il complesso puzzle delle riaperture si completerà entro il 10 luglio, con le discoteche che riaprono sotto le stelle, gli esperti ribadiscono la necessità di mettere in atto un atteggiamento responsabile. Sì, perché mentre la variante Delta continua la sua corsa nel mondo e costringe molti angoli del pianeta a ripiombare nei lockdown, fa arrabbiare constatare come a Maleo, nel Lodigiano – a pochi chilometri da Codogno dove è stato individuato il primo caso di Covid in Italia – si siano riuniti per un rave party “no mask” oltre 700 partecipanti, giovani e meno giovani, “contro le regole, contro il sistema, contro le forze dell'ordine”. E lì, in paese, c’era un focolaio con 10 contagiati di cui due dalla variante Delta. La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicoloe nel frattempo l’area è stata abbandonata con molti rifiuti per terra. Un fatto che disgusta ulteriormente, perché non c’è purtroppo margine di dialogo con chi se la prende con la natura che ci ospita su questo pianeta.

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