Genova: minaccia e picchia la compagna, arrestato

Genova: minaccia e picchia la compagna, arrestato
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Minaccia e picchia la sua compagna: arrestato

Rivarolo, ore 23,20

La Polizia di Stato di Genova ha arrestato un 38enne genovese per lesioni personali aggravate nei confronti della sua compagna.

Quando i poliziotti sono arrivati sul luogo dove era stata segnalata una lite, hanno trovato ad accoglierli il 38enne che ha riferito loro di aver avuto una banalissima lite con la sua convivente.

La donna, impaurita e con voce tremante, non era proprio dello stesso avviso ed è emersa una storia di violenze, minacce, insulti, privazione di amicizie, affetti e di lavoro. L’uomo si sarebbe pure impossessato della sua carta del reddito di cittadinanza privandola così della sua unica fonte di sostegno economico. Per paura delle ritorsioni dell’uomo non lo ha mai denunciato , sino ad ora, continuando a rimanerne soggiogata.

A seguito della lite di ieri sera la donna è finita all’ospedale dove è stata poi dimessa con 10 giorni di prognosi per escoriazioni multiple al collo e al volto e un forte stato d’ansia.

Lui, che ha parecchi precedenti per vari reati, è finito nelle guardine della Questura in attesa del rito per direttissima di questa mattina.

Agli arresti domiciliari tenta di truffare un commerciante. Arrestato

Sant’olcese, ore 13,00

La Polizia di Stato di Genova ha arrestato un 40enne genovese perché resosi responsabile di tentata truffa in concorso, sostituzione di persona ed evasione.

Il titolare di una ditta che si occupa di noleggio di videogiochi, flipper ed apparecchi di intrattenimento presso circoli e locali pubblici, è stato contattato qualche giorno fa dal gestore di una di queste attività sita nella zona di sant’Olcese, dove è installato uno dei suoi flipper, chiedendo se era vero che dovesse fare degli interventi di manutenzione sullo stesso. Questo perché sua madre era stata contattata da un uomo, che si era dichiarato proprietario del gioco, che la informava che sarebbe passato nei giorni successivi a prelevarlo per interventi di manutenzione. Il proprietario del flipper, non avendo dato tale incarico a nessuno, ha segnalato il fatto alla Polizia sospettando che qualcuno si fosse sostituito a lui e che volesse impossessarsi dell’apparecchio del valore di 5000 euro.  I poliziotti del Commissariato San Fruttuoso hanno così iniziato le indagini risalendo all’intestatario dell’utenza telefonica, il 40enne appunto, gravato da numerosi precedenti penali e sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. All’appuntamento pattuito si sono presentati anche gli agenti che, appostati nei pressi del locale, hanno assistito in diretta al prelevamento e caricamento su di un furgone del flipper in argomento da parte del 40enne aiutato da un 30enne genovese.

Immediatamente fermati  il 40enne è stato arrestato e il 30enne denunciato per tentata truffa aggravata.

 Stamattina la direttissima.

Lanciano una bottiglia contro un autobus. Due denunciati

Piazza Verdi, ore 21.15

La Polizia di Stato ha denunciato ieri sera due tunisini entrambi di 18 anni per il reato di danneggiamento aggravato ed interruzione di pubblico servizio in concorso.

Gli agenti di una volante dell’UPGSP, a seguito di segnalazione, sono intervenuti in soccorso di un autista dell’AMT che aveva chiamato la Polizia in quanto due giovani, ubriachi, avevano scagliato una bottiglia di vetro contro il parabrezza dell’autobus che stava guidando danneggiandolo.

Gli operatori dopo aver bloccato i due giovani hanno constatato con un responsabile dell’azienda AMT che l’autobus, a causa del danno, non era più idoneo al servizio.

I due ragazzi, entrambi irregolari sul TN, sono stati anche sanzionarti per ubriachezza.

Ladri nelle farmacie. Emesse due custodie cautelari ed un fermo.

Genova

In data 28.10.2021 personale della Squadra Investigativa del Commissariato Centro coadiuvato da personale degli uffici omologhi dei Commissariati Sestri e San Fruttuoso dava esecuzione a due provvedimenti di custodia cautelare emessi dal Tribunale per i Minorenni e ad un provvedimento di Fermo emesso dalla Procura Ordinaria.

I provvedimenti restrittivi sono stati emessi dalle A.G. competenti a seguito di una complessa attività investigativa posta in essere dagli investigatori che ha consentito l’identificazione di una “batteria” di soggetti sia maggiorenni che minorenni che da tempo flagellava la città mettendo a segno diversi furti in ore notturne all’interno di Farmacie. I sodali accedevano abilmente all’interno di detti esercizi forzando le serrande di chiusura aprendone una sottile feritoia che consentiva ai medesimi, tutti di corporatura snella, di entrare uscendo dopo pochi istanti assicurandosi ingenti bottini (migliaia di euro in contanti). I predetti si sono resi altresì responsabili di una rapina in pregiudizio di un cittadino italiano al quale hanno letteralmente strappato l’orologio dal polso. Alla banda, a partire dal 15 agosto e sino alla metà del mese di settembre, sono stati attribuiti 5 episodi di furto aggravato in danno di farmacie dislocate nel centro cittadino ma già nel mese di settembre dello scorso anno si erano resi protagonisti di un altro furto in una Farmacia del ponente cittadino.

Le complesse investigazioni sono avvenute attraverso l’analisi delle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza installate sia negli esercizi bersaglio dei furti che nelle varie zone della città consentendo di ricostruire i movimenti dei soggetti e la loro identificazione. I servizi di osservazione e pedinamento hanno permesso di individuare il covo dei malfattori situato in un edificio abbandonato di proprietà del Comune di Genova ove i predetti si riunivano per spartirsi e custodire la refurtiva. È stato grazie a questo elemento che gli investigatori nella mattinata del 28 u.s. hanno potuto dare esecuzione ai provvedimenti rintracciando i destinatari proprio in quel sito al quale si accedeva attraverso una finestra posta al piano rialzato. Ad uno di tali soggetti il provvedimento è stato notificato nel carcere di Velletri, dove lo stesso era stato associato, dopo essere stata accertata la sua maggiore età, in quanto resosi responsabile di un tentativo di rapina avvenuta a Roma.

La serialità dei delitti commessi era già stato oggetto di allarme da parte della FERDERFARMA che aveva, con apposito comunicato, sollecitato le forze di polizia segnalando la criticità del settore bersagliato in maniera così pressante da queste bande criminali.

Tutti gli indagati – peraltro irregolari sul territorio dello Stato – operavano con estrema professionalità ed erano capaci di eludere gli allarmi antiintrusione strisciando sui pavimenti impedendo che entrassero in funzione i relativi sistemi.

Alcuni degli stranieri asseritamente minorenni sono poi stati dichiarati maggiorenni a seguito degli specifici accertamenti svolti presso le relative strutture sanitarie.  

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