Villanova Monferrato: positivi 27 ospiti della casa di riposo

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La diffusione del contagio da Coronavirus nel mondo non accenna ad arrestarsi, con un’Italia che ad oggi – numeri alla mano – rilevano una situazione sotto controllo rispetto allo stato di emergenza in cui versano le vicine Francia e Spagna, ma con una regione Campania nel nostro Belpaese – invece – che sta correndo quasi al coprifuoco visto che si sta già trovando a vivere la seconda ondata della pandemia.

I contagiati tornano a salire (ma va sempre ricordato che questo non significa necessariamente ricovero in ospedale, perché la percentuale degli asintomatici è molto alta) così come sono 740 ad oggi le classi già in quarantena.

Il virus circola ed è arrivato anche nella casa di riposo di Villanova Monferrato, dove 27 ospiti su 46 sono risultati positivi al tampone. Stupore per il risultato da parte dell’amministrazione retta da Fabrizio Bremide: nella casa di riposo comunale non si era verificato alcun caso Covid neanche durante il picco dell’emergenza, quando le visite erano interdette e veniva applicato un rigido protocollo da parte della cooperativa San Giuseppe Lavoratore di Casale Monferrato.

Tutt’oggi i parenti possono vedere i loro congiunti solo su appuntamento e nei giardini, quindi esternamente all’edificio. Durante un normale controllo sul personale e sugli ospiti (in applicazione delle direttive in materia) è arrivata la notizia dei contagi, che potrebbe far ipotizzare ad una trasmissione che arriva dall’esterno, magari da parte di assistenti.

La media degli anziani contagiati (solo uno è ricoverato in ospedale) supera gli 80 anni: sono tutti asintomatici e sono stati isolati dagli altri ospiti: verranno curati in sede dall’unità dei medici Usca inviata dall’Asl. Il problema dei contagi e della loro risalita tocca dal vivo, ovviamente, anche gli ospedali, con medici e infermieri impegnati costantemente in prima linea.

E proprio il sindacato Nursing Up fa sapere come siano 25 gli infermieri contagiati da Nord a Sud solo nell’arco di tempo che intercorre dallo scorso 8 settembre a oggi. Tra questi sono 4 i casi (tutte donne) di contagi registrati ad Alessandria, uno a Genova, mentre il dato maggiore è al Sud. Il sindacato chiede, nuovamente, ai datori di lavoro, al Governo, alle Regioni, a coloro che hanno la responsabilità di tutelare i dipendenti della sanità pubblica di farlo concretamente. E per questo motivo si scenderà in piazza, il prossimo 15 ottobre a Roma al Circo Massimo, affinchè non si ripeta quanto è accaduto marzo nelle corsie. Non solo per gli adeguamenti contrattuali e gli aumenti in buste paga.

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