Alessandria: la ditta Bagliano compie 100 anni

Alessandria: la ditta Bagliano compie 100 anni
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ALESSANDRIA - Era il 1922 quando Carlo Bagliano, tornato dalla prima guerra mondiale, decide di riprendere il vecchio mestiere di falegname e fonda la Ditta Bagliano. Da subito l’azienda impiega manodopera specializzata e attrezzature all’avanguardia per quei tempi e nel giro di qualche decennio, una volta ricostruita a seguito dei bombardamenti del 1944, si consolida.

Ha inizio così, 100 anni fa, la storia dell’azienda divenuta un simbolo di Alessandria.

Ripercorrendo le tappe principali del suo sviluppo, si comprendono la passione e la capacità imprenditoriale che hanno mosso i fondatori prima e i successori poi, fino a dare alla ditta l’attuale volto, in cui i valori familiari si uniscono a una costante voglia di innovazione.

LA STORIA

L’ampliamento e il rinnovamento tecnologico caratterizzano gli anni ‘60, quando viene deciso un nuovo insediamento, sempre in piazza Ceriana, di fronte alla sede precedente. E’ in questa fase che nasce una diversa idea dell'azienda: affiancare alla produzione dei cofani l'attività di pompe funebri. Negli anni ‘70 vengono introdotti carri funebri moderni e furgoni per il personale, per andare incontro alle esigenze dei clienti.

La collaborazione tra Mauro e Franco Bagliano, attuali Amministratori Delegati, favorisce nel 1980 una fase di espansione che ha il suo culmine in una nuova modernizzazione della sede negli anni ‘90. Nel 2016 viene inaugurata la Casa Funeraria Bagliano, prima di questo genere a nascere in Piemonte, che offre spazi moderni, accoglienti ed eleganti.

IL CENTENARIO

Oggi, Mauro e Franco sono supportati da Davide e Marco, che hanno fatto recentemente il loro ingresso nel team lavorativo, e rappresentano la quarta generazione della famiglia Bagliano.    
È stata loro l’idea di celebrare un compleanno importante per l’azienda, 100 anni di storia, impegno, serietà e discrezione, al servizio della città in cui sono nati e dove hanno deciso di restare per portare avanti una storia familiare e professionale.

Ci sembra doveroso ricordare l’anniversario della nostra ditta, per rendere omaggio a chi ci ha preceduti in questo non facile, ma sempre stimolante, compito – dichiara Davide Bagliano, (amministratore).  

“Quando abbiamo iniziato a riflettere sul modo in cui avremmo potuto celebrare i nostri primi 100 anni – continua Marco Bagliano (amministratore) - abbiamo subito capito che dovevamo restare fedeli al nostro stile, sobrio ma incisivo. Ecco allora l’idea di creare una continuità con i concetti che hanno ispirato la nostra Casa Funeraria: l’arte come forma di mediazione e rielaborazione, la bellezza quale strumento di facilitazione, la narrazione come mezzo di svelamento, per andare in profondità”.

I cento anni della ditta Bagliano saranno celebrati con un ricco calendario di iniziative.
Si comincia con un progetto letterario, che porterà l’azienda al prossimo Salone del Libro di Torino, passando per un’iniziativa che coinvolgerà due giovani illustratori alessandrini e per altri eventi culturali tra l’estate e l’inizio dell’autunno.    
I dettagli saranno svelati nelle prossime settimane.      

È di qualche giorno fa, intanto, un’altra bella notizia per l’azienda: l’assegnazione del Gagliaudo d’Oro a Bruna Trisoglio Bagliano per i particolari meriti acquisiti mediante l’attività di impresa. Il riconoscimento è stato attribuito nell’ambito delle celebrazioni per l’854° Compleanno della Città di Alessandria.

Bruna Trisoglio Bagliano è una figura di spicco all'interno dell'azienda Bagliano.

Nata a Milano nel 1941, laureata in Economia e Commercio all’Università di Pavia, appena 25enne fu coinvolta dal marito Giuseppe, intraprendente e lungimirante, nell’attività di famiglia dove nacque un’intesa perfetta con i Bagliano che fin da subito hanno apprezzato il suo equilibrio e il suo carattere, riflessivo ma determinato, le sue capacità di comunicazione interpersonale e organizzative.

Bruna ha innovato nel tempo l’attività di famiglia, mettendo in campo sia le sue esperienze di lavoro, acquisite durante il periodo trascorso in Svizzera e in Francia, sia quel lato della sua personalità che la porta a dare conforto alle persone che vivono il dolore per la perdita dei loro cari.

Con il suo sguardo privilegiato verso i giovani, ha trasmesso alle nuove generazioni della famiglia l’entusiasmo di un’attività che vede l’essere umano nella sua centralità e fragilità.         
Sempre vicina alla gente e alla città di Alessandria, rappresenta un bellissimo esempio di vita al servizio della comunità, reso con straordinaria umanità, rigore morale e con un cospicuo patrimonio di competenze.

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