Pernigotti: incontro sulla cassa integrazione rimandato a lunedì 19 settembre

Pernigotti: incontro sulla cassa integrazione rimandato a lunedì 19 settembre
Pubblicato:
Aggiornato:

Tutto rimandato a lunedì prossimo per la concessione della nuova cassa integrazione ai lavoratori della Pernigotti di Novi Ligure.

L’incontro in videoconferenza in programma questa mattina, 12 settembre è stato di breve durata, giusto il tempo per comunicare l’indisposizione di Sabrina Cherubini, funzionaria del Ministero del Lavoro, la quale ha riconvocato le parti interessate per la prossima settimana.

Le tempistiche sono serrate. Il passaggio definitivo delle quote, sancito dalla firma degli ormai vecchi proprietari Toksoz a una società del colosso a stelle e strisce Jp Morgan, arriverà entro il 30 settembre, data fissata per il closing. Bisognerà dunque aspettare qualche giorno per il via libera alla nuova cassa straordinaria da ristrutturazione, che dovrebbe durare due anni.

I sindacati hanno chiesto che l’incontro di lunedì possa avvenire direttamente a Roma, in presenza. Un modo per conoscersi di persona dopo mesi e mesi di trattative e riunioni fatte solo online. Dalla Capitale è attesa una risposta nelle prossime ore.

Come già noto, sarà poi Attilio Capuano, amministratore delegato della Walcor di Cremona, a guidare la realtà dolciaria novese in questa fase di ripartenza che dovrebbe riportare il cioccolato locale sugli scaffali dei supermercati già in vista del prossimo Natale. Un piano che prevede la realizzazione della quasi totalità dei prodotti all’interno dello stabilimento alessandrino, a eccezione degli ovetti che verranno prodotti a Cremona. La Walcor, già inglobata in precedenza da Jp Morgan, sarà infatti un’alleata importante della nuova Pernigotti in vista di un rilancio che tutelerà inoltre i livelli occupazionali attualmente in essere, con importanti prospettive di formazione e riqualificazione professionale.

Un aspetto apprezzato dagli stessi dipendenti, che nel corso di questi anni di crisi legati alla proprietà turca, si sono ridotti di numero e non sono più stati adeguatamente formati. Nonostante questo ritardo, l’evoluzione della vicenda sembra ormai destinata ad avere un esito positivo. 

Seguici sui nostri canali