Piemonte: tagliate 29 leggi regionali

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TORINO - Inizia il percorso per ridurre e semplificare l’impianto di 916 norme che ad oggi compongono e appesantiscono il sistema giuridico del Piemonte: sono 29 le prime leggi che la Giunta regionale, con un apposito disegno di legge approvato nella seduta del 24 ottobre, chiede al Consiglio regionale di abrogare, totalmente o parzialmente, iniziando così il percorso di “rottamazione” delle norme che nel frattempo sono state superate da nuove disposizioni (statali o regionali), o che in qualche modo hanno cessato i loro effetti diventando inoperanti.

Nove di queste leggi riguardano finanziamenti per la realizzazione di strutture turistico-ricettive, risalenti agli anni 1974-1990. Ad oggi, le norme in esame risultano implicitamente abrogate dalla disciplina successiva (l.r. 18/1999 "Interventi regionali a sostegno dell'offerta turistica") che, in tale ambito, è intervenuta a regolare adeguatamente la materia.

Altre quattro leggi, relative al periodo 1974-2000, riguardano società non più partecipate dalla Regione (Sagat e Sacet) o non più esistenti: E.C.B. Spa, liquidata, e Texilia Spa, incorporata in Città Studi.

Ed ancora, si prevede l’abrogazione di una norma relativa alle specie di volatili cacciabili. Attualmente tutta la disciplina relativa alla tutela della fauna e gestione faunistico - venatoria è ricompresa nella l.r. 5/2018 che ha assorbito tutte le precedenti normative, pertanto la norma in esame risulta già implicitamente abrogata.

Sono invece 14 le leggi che riguardano il bilancio e i tributi, 13 delle quali relative ad autorizzazione all’esercizio provvisorio nel periodo dal 2012 al 2018. Queste legginon sono più operanti ed hanno terminato i loro effetti, in quanto si riferivano a specifiche annualità finanziarie o disponevano in modo provvisorio in attesa dell’approvazione degli strumenti finanziari definitivi.

Infine, abrogata parzialmentela legge regionale 8/2006 che riguarda il supporto agli enti locali, con cancellazione dell’art. 1, in quanto già ricompreso in normative successive (art. 10 della legge regionale 11/2012 e art. 18 della l.r. 23/2015) che prevedono il supporto tecnico-amministrativo agli enti locali da parte della Regione, mentre permangono gli art. 2 e 2 bis e successivi, in quanto garanzia di tutela per i piccoli Comuni. 

Commentano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’Assessore alla Semplificazione legislativa, Roberto Rosso: “Le leggi regionali sono ancora troppe. Con questo provvedimento scendiamo finalmente al di sotto della quota di 900, ma il nostro obiettivo è dimezzarle. Semplificazione vuol dire meno costi e meno burocrazia per un Piemonte più veloce”.

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