Assunzioni nella sanità piemontese: botta e risposta tra minoranza e maggioranza

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La politica piemontese non si incontra, ma si scontra – ancora una volta – sui numeri e sui servizi della sanità pubblica, segnata da 2 anni di emergenza a causa della pandemia Covid e da una serie di tasselli che non combaciano.

A dare l’affondo, tra i banchi di palazzo Lascaris a Torino, sono i consiglieri del Partito Democratico Raffaele Gallo, Domenico Rossi e Daniele Valle che, nel riprendere una questione tutt’altro che recente – quella di un piano di rientro partito sotto la legislatura del leghista Roberto Cota – hanno rimarcato quanto deleterio sia stato l’operato del centrodestra sotto la guida di Cota, prima, appunto e di Alberto Cirio, oggi.

Tagli di posti letto e diaspora di medici, infermieri, oss, amministrativi a tempo indeterminato che – secondo il report della minoranza – ha visto perdere 361 elementi nel 2020 e 1.144 nell'anno successivo: rispetto al 2019 sono venuti meno 1.505 professionisti. Tradotto, dal punto di vista dem, in riferimento ai parametri di un’auspicata efficienza sanitaria che latita da anni e che ora soffoca a causa delle lunghissime liste d’attesa da recuperare – in una totale bocciatura dell’operato Cirio che, come hanno riferito gli stessi consiglieri Gallo, Rossi e Valle, dimostrano “una scarsa capacità di programmazione sulle assunzioni e la volontà di risparmiare sui tempi indeterminati, attingendo ai tempi determinati straordinari del periodo Covid.

A rincarare la dose c’è anche il consigliere Marco Grimaldi, di Liberi Uguali Verdi, che punta il dito su riduzione dei servizi, così come del personale sanitario. Dall’altra parte c’è una maggioranza che stigmatizza l’uscita dei rappresentanti del Pd, definendo le loro affermazioni “fuori luogo e con dati sbagliati, perché non comparabili e che oltretutto non tengono conto di tutti i contratti ancora attivi siglati per il Covid e delle stabilizzazioni approvate in accordo con le organizzazioni sindacali. Un allarme ingiustificato, insomma, che, tanto per mettere i punti sulle i da parte di chi governa ora in Regione, vede ben altre tabelle da fornire all’utenza: è l’assessorato alla Sanità, nella persona di Luigi Genesio Icardi, a stupirsi per questi attacchi.

"Quando si chiede conto del turn-over, probabilmente i consiglieri d'opposizione non ricordano che i concorsi durante il Covid non si potevano fare – ha affermato l’assessore Icardi - erano sospesi per legge a livello nazionale. Probabilmente saranno loro sfuggiti anche gli oltre 5 mila reclutamenti che la Regione ha messo in campo durante l'emergenza e le 1.137 stabilizzazioni che, in accordo con i sindacati, si stanno avviando”. A dicembre 2021 il personale della sanità piemontese risultava costituito da 57.358 professionalità, ovvero 2.700 in più rispetto alle 54.664 del 2018.

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